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È tutto un complotto

La cospirazione dei lebbrosi, un esempio di complottismo
La cospirazione dei lebbrosi, un esempio di complottismo medioevale che nella Francia del 1300 fu usato per innescare le persecuzioni ebraiche.

«La paranoia della cospirazione universale non finirà mai»  (Umberto Eco, tratto da un’intervista al Guardian del 2011)

Il cospirazionismo è la tendenza ad interpretare ogni evento come il risultato di una cospirazione messa in atto da poteri più o meno occulti. Infatti, secondo questa logica, l’idea stessa del complotto diventa un incipit dogmatico che può spiegare un evento altrimenti ritenuto indecifrabile. Il “discorso del complotto” ha rilevanza solamente se riesce a diventare un fattore di massa e se i suoi postulati vengono accettati da un numero di persone tale da permetterne la circolazione e la divulgazione. Ai nostri giorni il fatto che escano continuamente nuove teorie complottistiche (tra le più celebri attualmente vi sono l’Antivaccinismo, il Terrapiattismo, le scie chimiche e i possibili rischi del 5G) è dovuto al fatto che la comunicazione, grazie ai nuovi mezzi tecnologici, abbia permesso la rapida diffusione di queste teorie ponendole sullo stesso piano di teorie scientifiche e certificate. Proprio a tal proposito si mosse una critica che, nel 2015, Umberto Eco condusse contro una pericolosa insidia dei social media e di internet, affermando che:

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel».

Di fatto molti sostenitori della teoria del complotto possiedono una capacità affabulativa nel comunicare le loro idee superiore a quella posseduta da molti accademici che cercano di contrastare tali affermazioni con metodologie scientifiche. In questo modo la spiegazione complottistica può risultare molto più plausibile al grande pubblico. Essenzialmente nella visione dei cospirologi, organizzazioni internazionali o i singoli stati, hanno la volontà di mantenere segrete alcune verità che potrebbero sovvertire l’intero ordine sociale. A ciò va aggiunto un attacco anche alle istituzioni accademiche che, secondo il loro ragionamento, per riuscire ad auto-conservarsi porterebbero avanti dei processi negazionisti che gli consentirebbero di conservare un monopolio sulla conoscenza. Ovviamente se si rispondesse a tali istanze si verrebbe immediatamente tacciati di voler nascondere la verità censurandola (e di essere stati prezzolati dai poteri forti). Per inquadrare al meglio la logica cospirologica è utile far ricorso alla “teoria della falsificabilità” che venne utilizzata dal filosofo Karl Popper per parlare della differenza tra una teoria scientifica e pseudoscientifica: quando un’ipotesi contiene in sé stessa la nozione di falsificabilità, ossia la consapevolezza della propria possibile falsificabilità, è di natura scientifica. Questo non avviene per le pseudoscienze e per le altre teorie del complotto dove nessuna cosa all’interno di tali logiche può essere messo in discussione altrimenti tutto l’impianto cadrebbe come un castello di carte. Il negare la falsificabilità delle proprie tesi e il fatto di cercare sempre una divisione tra il “noi”, portatore di verità, e il “loro”, portatore di una menzogna relativa od assoluta, è una caratteristica propria dei complottisti. 

Nel corso della storia sono stati presentati e propagandati tantissimi piccoli e grandi complotti. I primi avevano come caratteristica quella di essere circoscritti in un luogo e in un tempo ben definito ed attuati da dei nemici ben individuabili. I secondi, che nella narrativa complottistica hanno avuto il maggior successo, sono quelli che rientrano nella categoria del “Grande Complotto” che come spazio d’azione aveva il mondo intero e gran parte dell’umanità (se non tutta). I cospiratori in tali complotti mondiali sarebbero dei gruppi trans-epocali tra i quali i più famosi ad essere sistematicamente tirati in ballo sono stati: gli illuminati, i massoni, i gesuiti, i rosacroce, i templari, gli ebrei… Questi gruppi, secondo le varie teorie complottistiche, possiedono un progetto egemonico, al di là delle sue valenze positive o negative, sull’umanità. Il processo è sempre il medesimo una minoranza che vuole condurre e guidare l’intero genere umano.  

In conclusione vorrei accennare alla storia di un complotto medievale, poco noto ai più, che da piccolo e circoscritto divenne grande: la congiura dei lebbrosi. A partire dal 1321 nella Francia centro-meridionale iniziarono a venir prodotte diverse attestazioni documentarie secondo cui si erano perpetuati degli attacchi contro i lebbrosari e di alcuni massacri contro gli stessi lebbrosi. Questo poiché in quegli anni stavano circolando delle voci su un presunto loro complotto ordito contro il resto della popolazione “sana”. Diverse le testimonianze ed i racconti dell’epoca, analizzati in un saggio dello storico Carlo Ginzburg, come quello dell’inquisitore domenicano Bernard Gui il quale riportò che “i lebbrosi, malati nel corso e nell’animo, avevano sparso delle polveri avvelenate nelle fontane e nei pozzi per trasmettere la lebbra ai sani e per farli ammalare e morire, aspirando in tal maniera al dominio delle città e delle campagne”. Molti di loro vennero incarcerati e, a causa delle torture ricevute, confessarono di aver partecipato a delle riunioni segrete nelle quali si era deciso di ordire questo complotto. A seguito di ciò seguirono gli episodi di violenza che inizialmente si concentrarono unicamente contro i lebbrosi, ma che ben presto virarono contro un nemico ritenuto molto più pericoloso e subdolo che, secondo questa teoria complottista, sarebbe stato il vero manovratore dietro questa congiura: l’Ebreo. Infatti iniziarono a circolare nuove voci, riportate da diverse cronache del periodo, secondo cui gli ebrei sarebbero stati complici dei lebbrosi in questo crimine. In altre versioni questo complotto vedrebbe coinvolti anche i potentati musulmani i quali avrebbero a loro volta istigato gli ebrei ad architettare la macchinazione diabolica. 

In realtà questi complotti non sono creati e propagandati fine a sé stessi; nascondono sempre una motivazione contingente e politica e fu così anche per il caso della congiura dei lebbrosi divenuta di matrice ebraica. Nel regno di Francia, in Età medievale e anche successivamente, le comunità ebraiche pagavano al sovrano tributi per la loro protezione, tributi che molto spesso venivano ritoccati al rialzo anche a seguito di questi massacri che avrebbero visto impegnata la corona a reprimere, più a parole che con i fatti, gli episodi di violenza che ciclicamente si riproponevano in diverse regioni europee. Inoltre gran parte dei beni di queste comunità, durante tali azioni violente, potevano venir incamerati dai diversi signorotti locali che in tal modo rimpinguavano le casse dei loro forzieri. Di fatto l’intera vicenda ruotante intorno ai lebbrosi, avendo creato un clima di isteria generale, fu uno strumento preliminare per una più grande aggressione antiebraica. Gli ebrei erano un obiettivo semplice da colpire e, come tristemente la storia successiva insegnò, furono uno dei bersagli preferiti dei complottisti che li descrissero sempre come indaffarati a tentare di sovvertire l’ordine costituito e divenire i veri padroni del mondo. 

Insomma si era giunti al “Grande Complotto”. 

Per approfondire: C. Ginzburg, Storia notturna. Una decifrazione del sabba, Torino: Einaudi, 1998, pp. 5-27.

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Matteo Alvino

Matteo Alvino

Mi chiamo Matteo Alvino, triestino di 25 anni e aspirante storico di professione (si spera). Mi sono laureato in storia all'Università di Trieste e sto ultimando la specialistica in storia orientale all'Alma Mater Studiorum di Bologna dove mi occupo di rapporti e legami tra Europa e Asia durante l'Età moderna. Gli incontri tra culture diverse mi hanno sempre affascinato, sono diventati centrali nei miei studi e, grazie anche a bellissime esperienze di volontariato, mi hanno dato la possibilità di vivere per alcuni periodi in Africa e in Asia. Buon viaggio a tutti!

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