Home » Università » Scambi culturali » La legge della pizza all’ananas
Scambi culturali

La legge della pizza all’ananas

Pizza all'ananas
Pizza all'ananas

La mia esperienza di vita all’estero è iniziata sei anni fa, ad aprile del 2014, quando mi venne offerta una borsa di studio per un dottorato di ricerca in Nuova Zelanda. Partii per questa esperienza di studio all’estero che sarebbe dovuta durare solo tre anni e mezzo, eppure oggi lavoro in un centro di ricerca a Melbourne, in Australia. Questo è il racconto di cosa è cambiato nella mia vita.

Innanzi tutto, è bene mettere le cose in chiaro nonostante quello che vi viene detto: si tratta di esperienza di vita all’estero, non semplicemente di studio, né di lavoro. Sebbene oggi le parole «esperienza di vita» possano risuonare un po’ eccessive – quasi alla stregua di chi elenca «laurea presso università della vita» tra i suoi titoli di studio –, ritengo sia importante sottolineare la quasi impossibilità di andare all’estero «per studio» o «per lavoro» senza fare i conti con gli altri aspetti della propria vita. Vivere in un ambiente diverso da quello abituale, lontano da famiglia ed amici, lontano da tradizioni e concetti con i quali si è cresciuti e che di conseguenza si ritengono normalità, forza una persona a rimettere in discussione una valanga di aspetti della propria vita.

Prendiamo un esempio che qualunque italiano che abbia vissuto all’estero ha sicuramente dovuto affrontare, dovendo fare i conti con la propria capacità di mantenere il sorriso: la pizza con l’ananas. La pizza hawaiana, condita con ananas e prosciutto cotto (il tipico ham inglese), fa immediatamente storcere il naso a qualsiasi italiano che si trovi all’estero anche come turista. Poco male se dovete passare all’estero una settimana. Magari vi strappa pure un sorriso e vi viene voglia di scattare una foto per mandarla a qualche amico. Tuttavia, la situazione cambia radicalmente se all’estero risiedete in pianta stabile e i vostri amici non trovano nulla di strano a mangiare la pizza hawaiana. Quello strano sei tu. Cos’ha che non va la pizza hawaiana? Ora, non basta guardarli con fare stupito ripetendo la parola «ananas» – credetemi, ci ho provato. Al ché puoi cercare di prenderla con filosofia e lanciarti con fare dotto sulle tradizioni italiane degli ultimi secoli che hanno contribuito ad offrirci oggi la squisita pizza italiana. Sorridono. Non gli interessa un granché delle tradizioni italiane… La pizza con l’ananas è conosciuta ovunque come pizza Hawaiana. Non è italiana, e a loro piace un sacco. Puoi tentare la strada del «non è originale», ma quelle parole ti si bloccano in gola pensando a tutte le pizze non propriamente originali, ma deliziose, che hai mangiato negli ultimi anni, in Italia. Pizze dolci, pizze con nuove combinazioni di farine varie, fino agli estremi di pizze con il kebab… certamente non originali. In ultimo, sarete costretti a sibilare un «be’, a me non piace» tra i denti. Scacco matto. Non puoi dire che non ti piace se non l’hai mai mangiata, my friend. Prima di accorgertene stai mangiando uno spicchio di pizza con l’ananas, chiedendo scusa alle generazioni che ti hanno preceduto. Perché purtroppo non è poi così diversa da altre pizze strambe che ti sei autoinflitto in pizzerie estroverse della nostra Penisola.

La pizza, ovviamente, è solo un piccolo esempio di tutte le cose che dobbiamo rimettere in discussione durante un periodo all’estero. Gran parte dei cambiamenti avvengono dentro di noi: è la nostra bolla che si rompe. Ciò che cambia veramente è il nostro modo di pensare e vedere il mondo, che prima era costretto alla bolla più o meno grande del nostro cerchio di amicizie e conoscenze in Italia, con una limitata visione di cosa possa essere considerato normale al di fuori del nostro paese. I nostri gusti non dovranno cambiare per forza, ma molti dei nostri pre-concetti sì. Daremo molte meno cose per scontate, per ovvie, rimettendo in discussione molti aspetti della nostra vita che pensavamo così certi da essere anch’essi ovvi.

Se tutto questo non vi spaventa ma vi elettrizza, buon viaggio!

Print Friendly, PDF & Email

Francesco Martoni

Laureato magistrale in Biodiversità ed Evoluzione a Bologna, ha svolto il dottorato in Entomologia alla Lincoln University (Nuova Zelanda). Ora lavora a Melbourne per il dipartimento di Agricoltura dello stato del Victoria, in qualità di ricercatore in entomologia.

Aggiungi commento

Clicca qui per postare un commento