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La filatelia: un hobby per soli anziani?

Roba per vecchi?

Penso di essere un collezionista-viaggiatore. In che senso? Ho semplicemente l’hobby di collezionare francobolli, i quali, a mio parere, mi permettono di effettuare un lungo viaggio in giro per il mondo. Un itinerario composto da tanti percorsi storici, culturali e postali. Tutto lo scibile umano è stato illustrato nei francobolli emessi dalle poste del mondo intero. Se si è appassionati di uno sport, di moto, di funghi o anche – che so? – di sommergibili, si possono portare avanti queste differenti passioni grazie alla Filatelia Tematica, ossia collezionando i francobolli e diversi oggetti postali inerenti al tema scelto.

Oppure esistono le collezioni per Nazioni, che permettono di conoscere nel dettaglio la storia generale e postale dei diversi Paesi tuttora esistenti e non. Grazie a questi piccoli pezzi di carta di diverse forme e colori ho potuto veramente viaggiare scoprendo tanti luoghi prima a me ignoti, come le isole di Niue e di Penrhyn nell’Oceano Pacifico. Uno dei miei piccoli obiettivi che sono riuscito a portare a termine era quello di possedere almeno un francobollo per ogni stato – riconosciuto e non – esistente. Diciamo che per un appassionato di geografia e storia come me questo è un hobby che calza a pennello.

Ma questo tuo hobby non è da pensionati?

Quando parlo di questa mia passione la gente mi guarda un po’ stranita. «Ma veramente? Non sei giovane per avere questo hobby? Per me sprechi solamente il tuo tempo!».

Infatti, dalla maggior parte delle persone, il fatto di collezionare dei francobolli viene immediatamente associato al fatto di avere diversi anni sul groppone e, ancora meglio, essere tra le persone che sono riuscite a ottenere una pensione di vecchiaia al termine della loro vita lavorativa. Quando mi reco nei mercatini o nelle grandi fiere del settore alla ricerca di piccoli-grandi tesori, l’età media dei partecipanti si attesta generalmente intorno ai sessant’anni e questo potrebbe sembrare una prova schiacciante del fatto che questo hobby sia a completo appannaggio di chi abbia superato la soglia del mezzo secolo.

In realtà ho conosciuto tantissimi ragazzi della mia età che condividevano con me questo hobby, ma non nei luoghi che ho citato prima. Infatti i giovani del settore non sono soliti frequentare gli ambienti fieristici, tranne per coloro i quali hanno reso il commercio di francobolli e altri oggetti collezionabili una professione (e questi più che essere dei collezionisti sono dei mercanti). L’interazione tra i diversi giovani appassionati, avviene per di più via internet e via social network (ne esistono alcuni dedicati specificamente per mettere in contatto i collezionisti come www.stampworld.com che, oltre ad essere un catalogo filatelico online, permette l’interazione con gli altri utenti registrati: un Facebook per filatelici insomma). In tale maniera ho stretto delle amicizie con altri collezionisti provenienti da tutto il globo: India, Germania, Filippine, Messico… Per concludere questo viaggio andiamo a vedere come tutto questo è iniziato.

Un po’ di storia: la nascita dei francobolli

Fino alla comparsa del primo francobollo, il sistema di affrancatura delle poste moderne si basava su questo principio: il destinatario doveva pagare la posta che riceveva in funzione del peso e della distanza percorsa per consegnarla. Il mittente non pagava nulla, in quanto il pagamento al momento dell’invio era considerato, per la mentalità dell’epoca, un’offesa nei confronti del destinatario, poiché sarebbe stata messa in dubbio la sua disponibilità economica.

Nel 1837 un alto funzionario scozzese, Rowland Hill, lanciò l’idea di una tariffazione semplificata, proponendo il prezzo di un penny per la semplice lettera, qualunque sarebbe stata la distanza che essa avrebbe percorso. A tal proposito Hill corredò il nuovo sistema di un valore di affrancatura convenzionale sotto forma di un bollino attestante il pagamento da parte del mittente: nacque così il primo francobollo della storia, il Penny Black.

Il Penny Black, emesso in Inghilterra il 6 maggio del 1840, era decorato con il profilo della regina Vittoria (essendo la Gran Bretagna l’emittente del primo francobollo postale, è il solo paese autorizzato a identificare i propri bolli con il ritratto del sovrano regnante senza riportare il nome dello stato emittente).

Tuttavia la vita del primo francobollo fu breve: lo sfondo nero si rivelò problematico, già nel 1841 era stato cambiato in rosso per facilitare la leggibilità dell’annullo. Successivamente, nel 1848, venne inventata una macchina per la perforazione meccanica del francobollo: nacque così la dentellatura che sostituì il precedente sistema di taglio con le forbici (1854).

Il Penny Black (1840) e il Penny Red (1841)

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Matteo Alvino

Matteo Alvino

Mi chiamo Matteo Alvino, triestino di 25 anni e aspirante storico di professione (si spera). Mi sono laureato in storia all'Università di Trieste e sto ultimando la specialistica in storia orientale all'Alma Mater Studiorum di Bologna dove mi occupo di rapporti e legami tra Europa e Asia durante l'Età moderna. Gli incontri tra culture diverse mi hanno sempre affascinato, sono diventati centrali nei miei studi e, grazie anche a bellissime esperienze di volontariato, mi hanno dato la possibilità di vivere per alcuni periodi in Africa e in Asia. Buon viaggio a tutti!

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