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No perditempo

No perditempo
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Andrà tutto bene un corno! Non andrà tutto bene se pensiamo che non stia succedendo nulla e che si tratti soltanto di far passare la nottata. Non andrà tutto bene se crediamo di tornare semplicemente a vivere esattamente come prima. Non andrà tutto bene se non facciamo di questo tempo in standby l’occasione per un esercizio di lettura della nostra interiorità, facendo, ciascuno, per quello che lo riguarda, un faticoso ma salutare esame di coscienza rispetto a ciò che ci sta più a cuore e che davvero conta. Non andrà tutto bene se, quando questo finirà, saremo impreparati ad affrontare il cambiamento di molte cose nella nostra vita personale e nel tessuto sociale: tanti morti lasciano il segno nella vita di tante famiglie ma anche nel vissuto di un paese, di una città, di una nazione; il mondo del lavoro non sarà più lo stesso e molte delle nostre più normali abitudini dovranno cambiare per un tempo non del tutto definito, forse per sempre.

Nei primi giorni della crisi girava il mantra che tutto questo ci avrebbe reso migliori: il constatare, giorno dopo giorno, che non è sempre così, ha reso finalmente tutti un po’ più prudenti. Il male da solo non genera mai qualcosa di positivo: soltanto la postura che decidiamo di assumere di fronte alle situazioni fa sì che anche dal male possa nascere un bene inizialmente solo intravisto e poi, desiderato, voluto e infine realizzato.

Questi nostri giorni sono proprio quelli che abbiamo a disposizione per decidere come vorremo camminare, quando finalmente avremo modo di ritornare ad uscire di casa: con quale passo decideremo di tornare a frequentare i nostri amici? Con quale attitudine ci ritufferemo nel lavoro e per molti di noi, in che modo torneremo a frequentare le aule dell’università? Ci sarà bisogno di gente veramente appassionata, creativa, generativa, giovani che abbiano voglia di spendersi perché hanno capito quanto sia necessario prepararsi seriamente per fare della vita insieme il luogo di relazioni più giuste, amabili e quindi più umane.

Ora è il tempo favorevole per iniziare ad immaginare tutto questo.

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Pietro Antonio Viola

Pietro Antonio Viola

Prima di tutto religioso dehoniano, poi sacerdote. Vivo a Trento e mi occupo di pastorale universitaria e giovanile. Amo la vita in comunità. Laureato in Storia dell'arte all'università di Parma ora insegno all'Istituto di Scienze religiose Romano Guardini dove ho l'occasione di tenere insieme due vere passioni: arte e Parola di Dio.

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