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Economia

Pagamenti elettronici: il digitale nella quotidianità

Il digital sta cambiando le regole del gioco in moltissimi ambiti della nostra vita. Basta pensare al modo di tessere le relazioni con i social network, allo stile comunicativo, allo smart-working… Oggi diamo un’occhiata alle modalità di transazioni economiche con l’utilizzo di carte di credito e debito, bancomat (o strumenti simili).

Di cosa parliamo

L’introduzione dell’uso della moneta è avvenuta secoli e secoli fa. A causa della necessità di intensificare gli scambi commerciali fra i popoli, le persone hanno cominciato a utilizzare piccoli pezzi di metallo, per simboleggiare transazioni che, fino a quel momento, si svolgevano con il baratto.

Da qui, gli stati cominciarono a istituire la moneta coniata, con tanto di marchio ufficiale che ne garantisse il valore. L’obiettivo era che le persone non fossero esposte a frodi, inflazioni sul valore del metallo o abusi di qualsiasi tipo.

L’utilizzo della moneta elettronica, cioè i sistemi di scambio virtuali tramite ordini di pagamento, o l’utilizzo di carte elettroniche, è novità degli ultimi decenni. Tuttavia la logica è la stessa. Ma conviene? Quali sono i vantaggi rispetto al denaro fisico? Vediamo pro e contro.

Perché sì

  1. L’uso dell’e-money garantisce uno scambio più veloce e, soprattutto, sempre più sicuro. Si elimina, per esempio, il rischio di furti fisici (si pensi alla fragilità, a questo proposito, della cassa dei negozi della grande catena della distribuzione).
  2. L’introduzione dell’e-commerce impone l’uso di sistemi di pagamento elettronici, che vanno a implementare scambi di beni e servizi che altrimenti resterebbero invenduti.
  3. Il pagamento virtuale si caratterizza per essere più efficiente, più veloce e indispensabile per un certo mondo imprenditoriale e aziendale.
  4. L’utilizzo di moneta elettronica, infine, garantisce un più attento monitoraggio. Non solamente agli organi pubblici – vantaggio per lo Stato per contrastare l’evasione fiscale –, ma anche alle persone, famiglie o ragazzi giovani, che vogliono avere una visione chiara del loro “rendiconto finanziario” mensile, per capire meglio le proprie uscite ed entrate quotidiane.

Perché no

  1. L’utilizzo della moneta elettronica impone sicuramente costi di utilizzo del mezzo utilizzato (il Pos per l’attività lavorativa o i costi mensili che la banca ci addebita per l’uso della carta, oltre le commissioni della singola operazione eseguita).
  2. Non si tratta solo di costi, ma anche di percezioni e abitudini. Il passo verso la digitalizzazione dei pagamenti, infatti, è spesso visto con diffidenza. Accade soprattutto per le piccole attività commerciali, ricche di transazioni di piccolo taglio, perché mancherebbe una percezione del controllo delle proprie disponibilità finanziarie, che resterebbe in mano a un soggetto terzo (banca o qualsiasi operatore che raccoglie il pagamento virtuale del cliente).

…e in futuro?

Il passaggio all’e-money rappresenta un passo importante per il progresso degli scambi commerciali: ci saranno senza dubbio ulteriori evoluzioni.

Molto comoda, a questo riguardo, l’implementazione di ormai numerosissime app, collegate alle proprie carte e conti, con cui si può comprare tutto il necessario, senza dover prendersi dietro l’ingombrante portafoglio (che in molti casi sta a malapena in tasca).

Tuttavia, sono ancora troppe le banche che fanno pagare cifre esorbitanti per le commissioni. Gli operatori finanziari dovranno trovare forme più consone di contratti e di accordi commerciali con i consumatori, che vadano in una direzione di beneficio economico e gestionale dell’utilizzo della moneta virtuale. Parallelamente, sarà importante sensibilizzare la popolazione sugli effetti positivi in ambito sociale e ambientale che questo nuovo sistema può garantire alla comunità.

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Francesco Benatti

Francesco Benatti

Classe 1995. Sono laureato in Economia Aziendale ed in Direzione e Consulenza d’impresa. Lavoro presso studio di commercialisti. Appassionato di libri. Nel tempo libero mi piace fare running ed escursioni.

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